NAPOLITANO 2011: l'Italia può e deve farcela. PDF Stampa E-mail

"L'Italia può e deve farcela. La nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa"

"Grazie a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell'Italia unita e i suoi 150 anni di vita". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aperto il tradizionale messaggio televisivo, a reti unificate, di fine anno.

"Il mio è, in sostanza, un grazie per avermi trasmesso nuovi e più forti motivi di fiducia nel futuro dell'Italia. Che fa tutt'uno con fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinanzi alle avversità: spirito di sacrificio e slancio innovativo, capacità di mettere a frutto le risorse e le riserve di un'economia avanzata, solida e vitale nonostante squilibri e punti deboli, di un capitale umano ricco di qualità e sottoutilizzato, di un'eredità culturale e di una creatività universalmente riconosciute. Non mi nascondo, certo, che nell'animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d'animo, anche aspramente polemici, è naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l'Italia si dibatte. Ora, è un fatto che l'emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno".

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"LA REPUBBLICA" E I VITALIZI: lettera al direttore del presidente On. BIANCO

DOTT. EZIO MAURO DIRETTORE "LA REPUBBLICA”

Illustre Direttore,

si direbbe che dopo un’analisi a tutto campo di Eugenio Scalfari nell’articolo apparso ieri su "La Repubblica", dove viene affrontata la turbolenza dei mercati che investe non solo l’ltalia, la conclusione sia il classico parto del "topolino oraziano".

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DECRETO VALERIO ISTITUTIVO DELL'ISTITUTO DI BELLE ARTI DELLE MARCHE IN URBINO

 

 

 

IN NOME DI SUA MAESTA'


IL RE VITTORIO EMANUELE II


IL GOVERNATORE DELLA PROVINCIA DI COMO, COMMISSARIO GENERALE STRAORDINARIO

DELLE PROVINCIE DELLE MARCHE  

Considerando che questo Commissariato Generale ha dotato le Province delle Marche di stabilimenti per la Pubblica Istruzione elementare, secondaria, tecnica e militare, ma non per anco di uno speciale Istituto per l'insegnamento delle Arti del Disegno;

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CONCORSO 150° UNITA’ D’ITALIA

Cerimonia di premiazione dei vincitori del bando “Verso il 150° anniversario dell’Unità d ‘Italia” indetto dall’Associazione ex consiglieri  regionali: si svolgerà lunedì 11 aprile alle ore 10,30 nella sala consigliare Palazzo Leopardi, 44 Ancona.

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PERGOLA: MEDAGLIA D’ORO DEL RISORGIMENTO

L’8 settembre 1860 una colonna d’insorti guidata da Giuseppe Fulvi, destituì le autorità pontificie locali di Pergola. Fece avvertire il generale

Cialdini, che varcò i confini dello Stato Pontificio, occupando le Marche per annetterle al Regno d’Italia.

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