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SARA LEVI NATHAN

 

A Londra Sara Levi Nathan (quasi sempre chiamata Sarina), tramite i parenti Rosselli conobbe Giuseppe Mazzini e incominciò a interessarsi alle iniziative delle donne inglesi a favore  della causa italiana per cui si batteva Giuseppe Mazzini.

Negli anni cinquanta dell’800 la casa di Sarina diventò luogo d’incontro degli esuli italiani: Mazzini, Saffi, Quadrio, Campanella.

Alla morte del marito, nell’estate del 1859, Sarina ritornò in Italia soggiornando a Roma, Firenze e Milano accolta con amicizia dai democratici che aveva frequentato a Londra e che erano rientrati in patria ove erano in atto i processi di unificazione del Paese, in particolare Maurizio Quadrio, Carlo Cattaneo, Giuseppe Garibaldi.

Nell’ottobre del 1862 affittò una villa a Cornegliano per i bagni, mentre Mazzini era sotto falso nome a Genova e Sarina sorvegliata dalla polizia rischiò l’arresto, per cui si trasferì a Lugano e la sua casa divenne luogo di soggiorno abituale di Mazzini, e meta di molti visitatori da Manzoni e Cattaneo, da Bertani a Mario, mentre Maurizio Quadrio, che scriveva per i giornali mazziniani, fu precettore ai tanti figli di Sarina, che impiegò il cospicuo patrimonio ereditato dal marito per sostenere le iniziative repubblicane.

Sara Levi Nathan, insieme ai suoi figli, dedicò le sue energie alla diffusione del le idee mazziniane, e alla raccolta dei suoi manoscritti e alla documentazione dell’opera politica di Giuseppe Mazzini che, poi, il figlio Ernesto Nathan, diventato sindaco di Roma dal 1907 al 1913, donò allo stato italiano nel 1900.

A Roma Sarina aprì la Sala Mazzini dove dal 1873 al 1882, la domenica, si tenevano conferenze per spiegare “I doveri dell’uomo” scritti da Mazzini; inaugurò a Trastevere una scuola femminile, gratuita, finanziò la stampa mazziniana, ecc.

Sara morì a Londra il 19 febbraio 1882, sola, non informando nessuno della sua imminente scomparsa.

Il figlio Ernesto Nathan, quale sindaco di Roma, moltiplicò il numero delle scuole, dei giardini d’infanzia, municipalizzò le linee tranviarie, costruì case popolari, tassò le aree fabbricabili, varò un piano regolatore.

Giuseppe Mazzini morì a Pisa in casa della figlia di Sarina che l’accudì fino all’ultimo respiro, come aveva fatto tre anni prima con Carlo Cattaneo che morì a Lugano in casa Nathan.

On. Giuseppe Righetti